Volevo essere Odifreddi

Volevo essere Odifreddi

Filippo Bonacci

Edizione italiana · Fiction Line

Cuneo, 1950. Filippo Bonacci nasce lo stesso anno di Piergiorgio Odifreddi. Il suo cognome, se si contano le sillabe, fa Fi-Bonacci: Fibonacci. I suoi genitori, un geometra e una sarta, non se ne sono mai accorti. Il suo professore di matematica delle medie sì. Da quel giorno Filippo porta addosso una profezia che non si avvera.

Diventa il tecnico che non è mai diventato il matematico che il suo nome prometteva. Per quarant’anni guarda Odifreddi da lontano: dai libri, dai giornali, dallo schermo del televisore Mivar che ripara a suo padre una sera d’ottobre del 1988, mentre in Rai 3 l’uomo di Cuneo con gli occhiali spiega Gödel.

Quindici capitoli tra biografia apocrifa e autobiografia di un non-protagonista, dove compaiono, verificabili, gli snodi reali della carriera di Odifreddi: dall’Istituto per Geometri Virginio di Cuneo con Flavio Briatore come compagno di classe, all’Università di Torino, alla Siberia, fino all’asteroide 108072 Odifreddi.

«Una storia italiana di provincia raccontata dall’angolazione sbagliata, che è sempre quella da cui si vede meglio.»

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